Alcune mie pubblicazioni


M. Granata (a cura di), Roberto Tremelloni. Discorsi parlamentari, Camera dei Deputati, Roma, 2014, Prefazione Giuliano Amato.


Presentazione alla Camera dei Deputati, Sala Aldo Moro, 10 aprile 2014
introdotta dal Questore della Camera Paolo Fontanelli.
Sono intervenuti Giuliano Amato, Piero Barucci, Mattia Granata, Angelo G. Sabatini

http://webtv.camera.it/archivio?id=6250&position=0






M. Granata- J. Torre Santos, Sindacato e territorio. Storia della Cgil Lombardia (1960- 1984), Ediesse, Roma, 2014, Prefazione di Susanna Camusso.


”…Un sindacato che deve anche cambiare se stesso profondamente, ma che, per ripartire e guardare al futuro, non dimentica da dove viene…” (S. Camusso)

















M. Granata (a cura di), Roberto Tremelloni. Un Progresso possibile. Scritti e discorsi (1945-1973), Biblion, Milano, 2013.


Questo libro raccoglie una serie di scritti e discorsi di Roberto Tremelloni, padre costituente, uomo politico italiano del dopoguerra, socialdemocratico, purtroppo a lungo trascurato dalla storiografia italiana.
Gli scritti e i discorsi qui riprodotti seguono le fasi dell’attività politica di Tremelloni e coprono molti, se non tutti, gli interessi e i temi emersi nella parabola della sua esperienza socialista di tecnico al governo.
A conti fatti, un materiale che sia per il merito che per il metodo, dovrebbe essere molto utile ai “tecnici”, oggi sovente chiamati al ruolo politico, così come ai politici, così impegnati e desiderosi di risalire al proprio ruolo naturale per affrontare i problemi di un paese che, da lungo tempo, attende che sia realizzata, oltreché elaborata, la sana e costruttiva idea di un progresso possibile.

“Ci si lamenta dello scarso prestigio di cui godono, presso la pubblica opinione, gli uomini politici. Ma questo scarso prestigio molte volte è meritatissimo. Abbiamo bisogno di maggior onestà — onestà nell’accezione più ampia — nella vita pubblica. Ricominciamo a giudicare gli uomini politici con la stessa severità con cui giudichiamo il nostro vicino di casa nella sua vita privata. Non è affatto vero, almeno per noi democratici, che il fine giustifica i mezzi. Cerchiamo di moltiplicare i galantuomini: che sono la fauna più difficile da fabbricare, eppure in Italia si fa di tutto per distruggerla”.
Roberto Tremelloni, 1957.






M.Bray. M. Granata, L'economia sociale. Una risposta alla crisi, Italianieuroperi-Solaris, Roma, 2012.


Dal 3 luglio è disponibile in libreria il volume “L’economia sociale: una risposta alla crisi”, a cura di Massimo Bray e Mattia Granata. Con contributi di Alessandro Azzi, Carlo Borzaga, Francesco Clementi, Enzo Di Nuoscio, Flavio Felice, Maurizio Ferrera, Giorgio Fiorentini, Mattia Granata, Noreena Hertz, Franca Maino, Giulia Mallone, Luigi Marino, Pier Angelo Mori, Stefano Zamagni, Vera Zamagni, Alberto Zevi.

“C’è un mercato in cui non si scambiano le merci con altre merci e non si fanno gli affari per gli affari ma in cui al centro del modello d’impresa c’è la persona”.






M. Granata (a cura di), Legacoop Lombardia. Valori e strutture di un sistema d'imprese, Edizioni Unicopli, Milano, 2011, presentazione di Luca Bernareggi La cooperazione lombarda ha un ruolo fondamentale nel movimento cooperativo italiano che, a sua volta, è una realtà significativa a livello mondiale. La forza di un fenomeno economico e sociale si misura anche dalla sua capacità di sapersi descrivere e raccontare: di farsi conoscere da chi lo circonda. Questo volume, scritto da esperti di cooperazione, ne descrive le caratteristiche, le dimensioni, la storia, le leggi e cerca di raccontare anche ad una platea di non specialisti quali sono i valori e le strutture di questo sistema di imprese.
È un supporto all’informazione e alla conoscenza, utile per approfondire un primo approccio con il mondo cooperativo, per essere impiegato in momenti formativi, per fornire orientamento tecnico e conoscitivo alle imprese.
La cooperazione è una delle pagine più belle della storia italiana che riguarda la vita, il lavoro, la crescita di milioni di cittadini italiani, anche nella nostra regione. E per questi motivi è una storia passata e recente che abbiamo il dovere di raccontare e di conoscere.
Questo Paese diventerà migliore quando si parlerà anche di questo.






M. Granata, Roberto Tremelloni. Riformismo e sviluppo economico, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2010. Questo libro ricostruisce la vita e le opere di Roberto Tremelloni (1900-1987) autorevole e pressoché dimenticato esponente del socialismo italiano. La cultura di governo di Tremelloni si è imperniata sulla decisa scelta occidentale, la fiducia nel mercato quale luogo di esercizio della libertà del concezione dello stato come strumento di regolazione della crescita e di riduzione della disuguaglianze realizzavano la connessione con le idealità diffuse nelle forze progressiste delle democrazie più avanzate. L'intensa attività culturale e politica di Tremelloni testimoniava della scelta del riformismo come metodo per raggiungere lo sviluppo economico.


Recensione Corriere della Sera




M. Granata, Sinistra e mercato Un matrimonio difficile ma necessario, Aliberti editore, Reggio Emilia, 2010. La crisi economica mondiale riporta all'attenzione tematiche alla base del “patto socialdemocratico”, in primis la necessità di bilanciare libertà dell'individuo e giustizia sociale, e la ricerca di un equilibrio fra il campo d'azione dello stato e il mercato. Dai recenti dibattiti sollevati con la recessione alla pubblicazione dell'enciclica papale Caritas in ventate, alla discussione attorno alla cosiddetta “economia sociale di mercato”, analizzando per la prima volta senza censure il vituperato rapporto tra cooperazione e partiti politici italiani, attraverso esempi concreti come il controverso caso Unipol-Bnl scoppiato nel 2005, il libro di Mattia Granata smaschera le contraddizioni che minacciano la compattezza della sinistra italiana. Non solo: l'autore porta alla luce nodi gordiani da sciogliere per modernizzarne la cultura e inaugurare una nuova epoca del progressismo sulle macerie di ideologie ormai crollate da vent'anni. L'identità culturale e politica delle sinistre si è sempre fondata su una visione economica totalizzante: ritrovare convinzioni, credenze e valori coinvolgenti, significa rinsaldarne l'identità stessa. Recensione Sole24 ore
Presentazione fabbriche di Nichi
Intervista alle Ragioni del Socialismo
Aliberti Editore


M. Granata, Cultura del mercato. La Commissione parlamentare di inchiesta sulla concorrenza (1961- 1965), Prefazione di Giuliano Amato, postfazione di Sabino Cassese, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2008. Il “monopolio”, o almeno ciò che nell'Italia del dopoguerra si definiva così, era un concetto multiforme. Con questa parola si indicavano gli intrecci fra gli interessi delle grandi famiglie industriali, gli incroci tra i principali soggetti economici e tra i settori, i legami tra imprese private e pubbliche, i nessi tra sistema produttivo e bancario, gli eccessi dell'intervento statale in economia, i conflitti di interessi tra politica e imprese. Il confronto tra chi lo difendeva e chi lo criticava, per motivazioni ideologiche o per sfiducia nella riformabilità dei suoi meccanismi fisiologici, segnava il pensiero, l'attività e la politica economica del periodo; e quindi la storia dell'economia italiana. In questa lotta fra interessi contrapposti i concetti di mercato, di concorrenza e di tutela della libera competizione economica, svanivano per riemergere solo dopo decenni. Vi fu un momento di riflessione ufficiale che rimane oggi pressoché dimenticato così come allora rimase senza conseguenze concrete: l'attività della Commissione parlamentare di inchiesta sui limiti alla concorrenza nel campo economico. Negli anni sessanta i lavori della Commissione costituirono un tentativo di chiarire le condizioni del mercato e furono testimonianza del dibattito tra i principali protagonisti economici, culturali e politici dell'epoca. Recensione Corriere della Sera

M. Granata, Municipio e mercato. La Centrale del latte a Milano, presentazione di Gablriele Albertini, Luciano Sita, Prefazione di Giulio Sapelli, Skirà, Milano, 2005. Pubblicato in occasione del 75° anniversario dalla fondazione della Centrale del Latte di Milano, il volume - che accompagna l'esposizione organizzata dal Gruppo Granarolo al Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” - racconta il rapporto profondo e ricco di storia tra la Centrale del Latte e i milanesi. Nei suoi settantantacinque anni di attività sul fronte alimentare, la Centrale del latte è diventata leader dell'industria lattiero casearia e il suo successo non è solo commerciale ma anche sociale e di costume. L'evoluzione dell'azienda, infatti, si intreccia con la storia della città, con le sue vicende politiche e con la sua evoluzione culturale. Ascolta l'evento su Radio Radicale


Mattia Granata, Fabio Lavista, Coop Lombardia. L'impresa e la responsabilità ereditaria, Coop Lombardia - Centro per la cultura d’impresa, Milano, 2004. http://www.cultureimpresa.it/03-2006/italian/pdf/rec02.pdf














M. Granata. Impresa cooperativa e politica. La duplice natura del conflitto, prefazione di Pier Luigi Bersani, postfazione di Giulio Sapelli, Mondadori, Milano, 2005. “Ma l'anticooperazione è apolitica?”. Con questa domanda retorica, con questa doppia negazione, si contraddiceva la diffusa affermazione di chi stigmatizzava la politicizzazione del movimento cooperativo nei primi anni del secondo dopoguerra. Ed in tale semplice ma acuto artificio dialettico sta il senso di questo breve scritto. Nella sua sintesi si racchiude uno schema interpretativo necessario per richiamare un aspetto non secondario, ed anzi fondamentale, dell'agire cooperativo e della stessa teoria dell'impresa cooperativa e forse dell'impresa tout court: ossia il rapporto tra i sistemi economici e sistemi politici, tra i mercati economici e i mercati politici.







M. Granata, Lettere d'amore e d'amicizia. La corrispondenza di Leda Rafanelli, Carlo Molaschi e Maria Rossi per una lettura dell'anarchismo milanese (1913-1919), prefazione di Maurizio Antonioli, Bfs, Pisa, 2002 Questo volume regala alla memoria storica del movimento anarchico la versione completa e filologicamente corretta del carteggio intercorso tra Leda Rafanelli e Carlo Molaschi, e tra quest'ultimo e Maria Rossi. Lettere d'amore e d'amicizia in quanto si connotano decisamente come scritti a carattere personale: punti di vista e sentimenti in uno “scambio di idee inattuali, che esulavano dalla dolorosa realtà di quel […] periodo [e che] erano certo [per loro] una distrazione”. Si tratta non solamente di un contributo alla idee, ma anche di uno strumento per comprendere le radici e i motivi stessi di quelle idealità che, umanamente, avevano le loro origini nei fatti della vita vissuta. Tutto questo attraverso l'uso della lettera “intima” che ci permette di conoscere il “privato” dei protagonisti, il dietro le quinte, ciò che fino ad oggi né ai contemporanei, né ai posteri era stato concesso di sapere. Sullo sfondo di questa corrispondenza si percepisce la presenza e la vita dell'Italia della prima metà del Novecento, i protagonisti, le idee, le lotte e i drammi.
Recensione SISSCO
Recensione A.



M. Granata, La Lombardia cooperativa. La Lega nazionale cooperative e mutue nel secondo dopoguerra, prefazione di Giulio Sapelli, Angeli, Milano, 2002 “Il libro che qui si presenta al lettore costituisce una felice eccezione nel panorama storiografico in generale e in quello degli studi cooperativi in particolare”, afferma nella prefazione Giulio Sapelli, rilevando come questo lavoro riesca a porre “il movimento cooperativo al centro della fitta rete di relazioni sociali che sono tanto più differenziate e complesse in una realtà così modernamente caratterizzata qual era ed è il cuore economico dell'Italia”. Nel torno di tempo qui considerato il movimento cooperativo faticò ad uscire da uno stadio di debolezza strutturale, che si è definito della “minorità”. Oltre ad affrontare il percorso evolutivo della cooperazione, si sono individuate e messe in evidenza delle costanti di questo periodo ricercate approfondendo il legame di interconnessione tra sistema politico e di rappresentanza del movimento, che hanno portato ad evidenziare la predominanza del rapporto cooperazione-politica, caratteristico di una fase di “difesa”, e quindi la predominanza dell'aspetto di movimento sociale e la debolezza della cooperazione dal lato economico e quindi del suo essere impresa operante nei mercati economici. Va considerato, però, che l'evoluzione avvenuta nel periodo in esame fu segnata dalla maturazione di prerequisiti presenti e agenti in tutto il dopoguerra che rappresentarono la costruzione del movimento, la sua strutturazione, il suo perfezionamento in fieri . Ma perché ricostruire un periodo della “minorità”? Ricostruire un periodo di minorità della cooperazione significa ricostruire il percorso da essa attuato per uscirne e gli strumenti in quel periodo creati affinché il passaggio alla maturità divenisse possibile. Dallo studio del periodo della minorità, infine, in cui l'aspetto sociale-solidale della cooperazione - che, con le dovute precauzioni, va ricordato essere il reale fine -, era preponderante sull'aspetto economico - lo strumento nelle mani dei cooperatori -, possono evincersi delle categorie interpretative ora più che mai utili alla comprensione del fenomeno e all'azione, contribuendo alla definizione di quel quid motivazionale che, allora troppo presente, sembra oggi sempre più sfumato.

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libri/start.txt · Ultima modifica: 2014/06/24 11:31 da mattia