V come violenza

Speriamo, seriamente, che questa faccenda dei forconi sia un nulla che finisce nel nulla.
Avrà avuto comunque una sua utilità.
Ossia di farci mettere d'accordo, un minimo sintonizzare, su concetti come “malessere sociale”, “esplosioni di violenza”, “rischi sociali”.
Siamo in una società imborghesita, accidiosa, pigra e con la pancia piena, chi più, chi meno.
Quindi parliamo con le parole come se non avessero un significato.
Diciamo che sappiamo che il fuoco scotta, per ricordi primordiali di scottature ancestrali, ma, potendo, nessuno mai s'e' sognato di metterci il dito dentro e godersi la griglia.
Ecco quindi che da mesi ci balocchiamo con i concetti sopra enunciati.
E quando alcuni dicono “occhio, va che arriva, va che adesso arriva”, scatta il dibattito televisivo sui rischi sociali del malessere sociale dei ceti impoveriti che non arrivano alla fine del mese.
Fumo, fumo, e poi ci si dimentica dell'arrosto.
Anche perchè, abituati a sfilare, a scioperare generalmente, in ordine, in fila per due, fermarsi per il caffe' nel pomeriggio di sole, dire via via la polizia, ci siamo adeguati ad una specie di bon ton.
Dai, male che vada gli studenti scrivono “digos boia”, “dax vive”, un po' di folclore.

Quindi oggi, che scende in piazza un Paese vero, colla faccia da Paese vero, tutti scandalizzati.
Come quelle vecchie aristocratiche con la pelle fina che fanno l'infarto se sentono la bestemmia.
Non bastava dire Perbacco?
Va bene, scrvi il cartello, fai lo sciopero della fame come Pannella, c'è bisogno di bloccare il traffico che non riesco ad andare al Sestriere?
Eh, sì, perchè quello è il Paese vero, che se parte è un macello.
Non ci credi? Credevi che il Paese vero fossero gli studenti, i CarloGiuliani pace all'anima sua, gli operai iscritti al sindacato, i grillini col microchip in testa, e cose del genere?
E la Mafia e le 'ndranghete e le camorre, non è il Paese? E gli Ultrà non è il Paese? E i movimenti nazifascistoidi che bordeggiano i sinistroidichissachè, non è il Paese?

Tutti molta preoccupazione, e speriamo che sia niente.
Solo che abbiamo solamente un vago ricordo di cosa sia la “violenza sociale”.
Quando si dice che non affrontare i problemi, che fare le ipocrisie sulla crisi economica (“siamo contro l'austerità ma non contro il 3%”), è rischioso; e che i partiti tengono buono il popolo, ma c'è del popolo che non si fa tenere buono e non gliene importa proprio niente delle parolone e delle analisi della politica; quando si dice che c'è il timore fondato di esplosioni sociali, perchè la pressione è troppo forte, da troppo a lungo.
Bene, sintonizziamoci: significa che potrebbero esservi dei tipi cattivi e incazzati, senza camicia bianca, con alle spalle chissachi, finanziati da chissachi, spinti da chissachi, disponibili a essere aggressivi oltremodo.
Per davvero, non per finta.

V come violenza.
P come paura.

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blog/v_come_violenza.txt · Ultima modifica: 2013/12/10 23:38 da mattia