Se non cambia l'Europa

Il risultato elettorale, come ogni passaggio realmente “storico”, ha molte sfumature e quindi sono possibili molte letture.
Troppe letture.
Un aspetto, tuttavia, è chiaro e tondo.
Gli elettori si sono espressi con chiarezza inedita, come se tutti gridassero ad una voce uno stesso concetto, pur votando, addirittura, per differenti schieramenti.
L'Europa cosi' non va, non può andare.
Solo i capziosi o i mistificatori potevano inzigare su questo punto. Non si tratta, infatti, di essere pro o contro l'Europa, lo si dice da quattro anni, qui.
Si tratta di essere contro le politiche che ci hanno inutilmente fatto soffrire senza curare il male che si chiama crisi economica, poi divenuta politica e istituzionale.
Cosi' si esprimono gli elettori del Pse, cosi' addirittura quelli del Ppe nei paesi meridionali, cosi' certamente gli elettori di Tsipras che senza infingimenti, perche' con le mani libere, aveva dichiarato la sua linea.
“Basta”, gli italiani, pur da punti diversi, lo hanno detto insieme, e chi meglio ha incarnato questa certezza, ha ottenuto un risultato sorprendente: “l'ultima spiaggia”.

Ora la situazione, se si voglia cambiare, è ottimale.
Non nel senso che il risultato sia garantito, ne abbiamo viste troppe in questi anni, la partita è all'ultimo sangue, i giocatori nascosti nell'ombra e pronti a tutto.
Vi è chi possa volere vendersi come altri hanno fatto in passato, nessun ottimismo facile, nessuna speranza elargita.
Ma l'assetto, non poteva essere migliore di cosi'.
Ogni negoziatore deve avere una pistola carica nel cassetto.
LA pistola carica sono il venti per cento di Grillo, lo strapiombo della Le Pen. Perfino il buffone Hollande, dopo avere deluso tutto il sud Europa facendosi eleggere e imboscandosi in una pensioncina, ha svolto il suo ruolo al contrario, dimostrando cosa succede se si suicida una sinistra moderata.
E Il Pd italiano, finalmente nel Pse - finalmente nel Pse! - in quanto nel Pse, in quanto primo partito, in quanto meridione d'Europa, Può e deve esercitare un ruolo di negoziatore al fronte, sfruttando la pressione dei populismi, dando voce esplicitamente alla sinistra europeista radicale, premendo per quanto puo' premere.
Renzi puo' esercitare questo ruolo, ha il coraggio, la forza e il consenso per farlo.

Oggi il Corriere, con un vergognoso articolone fazioso, si premura di dimostrare che non ci sono alternative all'Austerità.
Non ci sarebbero alternative, perchè il nord europa e in particolare i tedeschi, non contemplerebbero alternative.
Che è piu' o meno come dire che non si puo' negoziare perchè la nostra controparte non è disposta a venirci incontro. Ossia una logica così impotente da odorare di malafede a un miglio.
Ci sono le alternative, l'alternativa c'è, è ora ben visibile, ma occorre volerla e perseguirla.

Quello che sbandieriamo ormai da anni, quando solo porre in dubbio Monti o Letta era blasfemo, ora ha cittadinanza.
Un Pd-Pse che alzi la testa alla lotta alla disoccupazione e alla ripresa dello sviluppo economico e civile di un continente intero.
Salvandolo.

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blog/se_non_cambia_l_europa.txt · Ultima modifica: 2014/05/28 15:59 da mattia