ItaliaGermania crisi a tre

Finalmente, dopo che da settimane se ne parla nel resto del mondo, oggi i giornali italiani si accorgono della principale stortura dell'austerità.

Grazie alla cura che ci stanno imponendo, mentre noi precipitiamo, la Germania si arricchisce.

Si definisce una buona notizia che il fatto emerga. Ma tutto emerge, prima o poi.
La cattiva notizia è la reazione tedesca, di “collera” e di orgoglio ferito.
Essi si arricchiscono per la loro bravura e capacità di sacrificio.
Noi ci impoveriamo per la nostra inefficienza.
Siamo alle solite. A dover scegliere se sia meglio il lazzarone o lo sciovinista.
Escludendo a priori il buon senso.

Naturalmente, checchè la vulgata, il problema non è che la Germania esporta molto, e noi no. Quello è il sintomo.
Il problema non è che la Germania corra veloce e noi lenti, che è sempre il sintomo.
Il problema è che ci hanno rotto le gambe con il bastone prima dello start, e ora sono orgogliosi di correre piu' veloce di noi, e si offendono se glielo metti in dubbio.
Questo in estrema sintesi.

In estrema sintesi, perchè, in fondo, anche questo improvviso (!) sbilanciamento continentale è solo il sintomo di qualcos'altro, una specie di effetto collaterale (im)previsto.
Si sta, in effetti, facendo leva sulle caratteristiche nazionali più evidenti e macchiettistiche - il lazzarone italiano, lo sciovinista tedesco, il nazionalismo francese - per condurre avanti un vero e proprio processo ideologico che ha nelle politiche economiche lo strumento centrale.
Sia chiaro, nulla a che vedere con un complotto. Non fosse altro che perchè un complotto è segreto, e come puo' essere segreta una decisione che si concretizza per due anni con politiche sovranazionali che diventano nazionali e manifestano con evidenza le loro conseguenze su tutti i popoli di un continente?!
Questo non è un complotto, è molto semplicemente una politica, un'ideologia, una cultura.
Una cultura politica ed economica che la stragrande maggioranza delle società europee non riescono ancora a decifrare per il solo fatto che è, sotto certi aspetti, nuova, perchè nuova è la fase che in questi anni post globalizzazione la “democrazia” intesa come istituzione e come “ideologia” ossia sistema di ideali e valori, sta attraversando.
Tutti, infatti, capiscono che cosa significhi, per esempio, “liberismo”, e condividono o avversano questa teoria in quanto la conoscono.
Rispetto alla teoria che ora si afferma, invece, non c'e' comprensione, anche perchè si fa di tutto, almeno nei paesi che questa teoria vanno subendo, per non fare chiarezza.

Venendo al sodo.
Ci sarebbero diversi modi di uscire dalla crisi, di far ripartire lo sviluppo dei paesi occidentali, delle nostre economie e società.
Modi più attenti agli interessi di molti, modi più attenti agli interessi di pochi, modi che accentuano gli interessi di questa o quella sezione della società.
Ma si è deciso, ideologicamente, che si debba perseguire una modalità sola.
Chi sostiene questa modalità, ovviamente, afferma che non ci sono alternative, che il resto è il baratro, e siccome chi sostiene questa ideologia è in questo momento più forte, sta imponendo questa visione.
O si abbatte il debito, si alza la competitività, si tagliano le spese e quindi il welfare e le protezioni costruite nei decenni passati, oppure i paesi in crisi non ripartiranno.
E' ovvio che il fuoco di questo ragionamento non è far ripartire i paesi: ma farli ripartire alle condizioni date.
Altrimenti la Francia, che tentava di perseguire l'altra modalità, non sarebbe stata declassata anch'essa, essendo palesemente in condizioni diverse dall'Italia.
Altrimenti non si starebbe assistendo al palese sbilanciamento tra eccessivo risultato tedesco e furiosa sconfitta degli altri paese. Che è, a pensarci, la metafora del crescere delle diseguaglianze.

Capita di essere in condizioni di debolezza ma occorre esserlo consapevolmente.
Le idee minoritarie o più deboli, in democrazia, non sono necessariamente sbagliate altrimenti non si sarebbe affermata la democrazia stessa.
Se noi non difendiamo i nostri propri interessi, chi dovrebbe farlo al nostro posto?
E, soprattutto, ci sono sempre delle alternative, basta cercarle.

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blog/italiagermania_crisi_a_tre.txt · Ultima modifica: 2013/11/14 11:34 da mattia