Chi voto al congresso del PD

Alcuni mesi fa, all’indomani delle elezioni, si verificava un disastro provocato dalla sospensione dei fisiologici processi politici che segna questo Paese da almeno un biennio, che si manifestava con la totale paralisi della capacità decisionale dei partiti incapaci di far fronte persino a passaggi istituzionali di fondamentale importanza.
Ovviamente anche, se non specialmente, il Partito democratico, in quella fase, mostrava la sua fragilità, la sua rigidità, il suo frazionamento e una gravissima crisi culturale e di rappresentanza.
Quindi, in quel momento, messi da parte i problemi contingenti, che da mesi se non da anni ci obbligano a discutere come se fossero nodali e invece sono futili (Imu, stipendi, intercettazioni, rubirubicuori, e così via), annotavo alcuni temi vasti e profondi che, per me, dovrebbero rappresentare il quadro entro cui collocare il bagaglio di valori del maggiore partito progressista italiano oggi esistente, e i temi attuali rispetto al quale coordinare le differenti sensibilità dei progressisti italiani. Il pezzo era il seguente:

“Punti di partenza:
Nella tempesta occorre fissare i primi punti fermi.

Nella Terza Repubblica non entreranno i partiti e gli schemi della Seconda; e Legalità, etica, riforme istituzionali, sono precondizioni necessarie dell'azione politica, non il fine;

a) Economia: la crisi impone politiche antiausterità, keynesiane, un moderno patto della produzione e dei consumi;

b) Diritti: siamo nel 2013, il perimetro dei diritti va ri-definito con “metodo laico”;

c) Un Partito laico e progressista in Europa, pena l'irrilevanza culturale e politica, non può non schierarsi nell'ambito del socialismo europeo.

Io parto da qui. (2013/04/21)”

Nella mozione congressuale di Gianni Pittella, Vicepresidente del Parlamento europeo e candidato alla segreteria del Partito democratico, i temi che ho identificato sono affrontati così:

a) “L’adozione di politiche di austerità è un fallimento accademico … Ed è un fallimento di governo … La definizione della politica economica è stata sottratta alla deliberazione democratica … Per ragioni ideologiche sono state applicate politiche di austerità miope che, deprimendo le economie, hanno esacerbato il problema del debito pubblico. Per fari ripartire la crescita in Europa, bisogna rimuovere l’ostacolo che impedisce alle nostre economie di svilupparsi. Il Patto di stabilità è la camicia di forza dell’economia europea … nel breve periodo bisogna superare il limite del 3%”.

b) “Il Pd deve decidere, non discutere solamente e deve farlo su questioni fondamentali come quelle sociali su cui ha brillato per ipocrisia: io sono favorevole alle unioni dei gay e alle adozioni, e il partito non deve dipendere dal Vaticano, poiche' siamo in uno Stato laico e non possiamo essere meno sensibili del Papa. Noi siamo per la laicita' dello Stato e non dobbiamo farci condizionare”.

c)“Solo una forza politica europea, un’alleanza grande di persone e di idee può invertire il rapporto tra mercato e politica. Questa forza è il Partito socialista europeo e l’adesione piena, inevitabile, del Pd è una scelta non formale ma coerente con l’idea di Italia e di società che abbiamo”.

Per questi motivi, perché in tali punti fermi io ravviso la bussola di un Partito:
Europeo,
laico
e progressista,


Io sostengo la candidatura di Gianni Pittella.

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blog/chi_voto_al_congresso_del_pd.txt · Ultima modifica: 2013/11/02 23:12 da mattia